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	<title>Commenti per CulturaPolitica.org</title>
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	<description>Associazione di promozione sociale</description>
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		<title>Commenti su I referendum dei disobbedienti di santo</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/07/03/i-referendum-dei-disobbedienti/comment-page-1/#comment-124</link>
		<dc:creator>santo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 18:45:42 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Maurizo, accetto in parte la tua critica che risponde, tra l&#039;altro anche al commento di Riccardo. Anche perché quando nell&#039;articolo parlavo di movimenti e i comitati referendari che &quot;hanno adoperato le armi del radicalismo e del populismo&quot;, intendevo proprio riferirmi a ciò che tu più esplicitamente hai sottolineato. D&#039;altronde l&#039;argomentazione &quot;la base del Pd non capirebbe&quot; usata in modo informale da alcuni esponenti del partito, non mi trova per niente d&#039;accordo e sconfessa l&#039;idea di un Pd realmente riformista. Sulla seconda parte del tuo commento mi permetto di ribadire che è vero che i sì al quesito sul legittimo impedimento sono stati superiori a quelli sul nucleare, (anche se la differenza è davvero lieve, siamo attorno allo 0,57%) ma è altrettanto vero che sono risultati inferiori rispetto ai quesiti sull&#039;acqua. Sono infatti  convinta che le spinte demagogiche e populiste vanno riferite sia alle tematiche dell&#039;acqua che a quella del nucleare. Inoltre il significato politico antigovernativo coinvolge, come ho cercato di dimostrare utilizzando i dati dell&#039;Istituto Cattaneo, anche gli elettori del centrodestra. Ora, non credo che il voto &quot;antigovernativo&quot; come lo chiami tu di questi disobbedienti si traduca tale e quale alle prossime elezioni politiche. Vedo più un voto d&#039;opinione e quindi una vittoria della società civile. Per quanto riguarda il Pd dico che ha saputo in modo forse un po&#039; troppo spregiudicato cavalcare politicamente, per tutti i referendum e non solo quello sul legittimo impedimento, quella stessa spinta demagogica e populistica che ripeto, non ho molto condiviso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Maurizo, accetto in parte la tua critica che risponde, tra l&#8217;altro anche al commento di Riccardo. Anche perché quando nell&#8217;articolo parlavo di movimenti e i comitati referendari che &#8220;hanno adoperato le armi del radicalismo e del populismo&#8221;, intendevo proprio riferirmi a ciò che tu più esplicitamente hai sottolineato. D&#8217;altronde l&#8217;argomentazione &#8220;la base del Pd non capirebbe&#8221; usata in modo informale da alcuni esponenti del partito, non mi trova per niente d&#8217;accordo e sconfessa l&#8217;idea di un Pd realmente riformista. Sulla seconda parte del tuo commento mi permetto di ribadire che è vero che i sì al quesito sul legittimo impedimento sono stati superiori a quelli sul nucleare, (anche se la differenza è davvero lieve, siamo attorno allo 0,57%) ma è altrettanto vero che sono risultati inferiori rispetto ai quesiti sull&#8217;acqua. Sono infatti  convinta che le spinte demagogiche e populiste vanno riferite sia alle tematiche dell&#8217;acqua che a quella del nucleare. Inoltre il significato politico antigovernativo coinvolge, come ho cercato di dimostrare utilizzando i dati dell&#8217;Istituto Cattaneo, anche gli elettori del centrodestra. Ora, non credo che il voto &#8220;antigovernativo&#8221; come lo chiami tu di questi disobbedienti si traduca tale e quale alle prossime elezioni politiche. Vedo più un voto d&#8217;opinione e quindi una vittoria della società civile. Per quanto riguarda il Pd dico che ha saputo in modo forse un po&#8217; troppo spregiudicato cavalcare politicamente, per tutti i referendum e non solo quello sul legittimo impedimento, quella stessa spinta demagogica e populistica che ripeto, non ho molto condiviso.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su I referendum dei disobbedienti di Maurizio Mottini</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/07/03/i-referendum-dei-disobbedienti/comment-page-1/#comment-123</link>
		<dc:creator>Maurizio Mottini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 08:41:19 +0000</pubDate>
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		<description>Analisi incompleta, a mio giudizio. Occorre aggiungere che le spinte populistiche, ma anche mistificanti erano presenti nei promotori dei referendum sull&#039;acqua. L&#039;art. 23 della legge Ronchi non si riferiva solo all&#039;acqua ma a tutti i servizi pubblici locali. Inoltre occorre fare opera di verità: se l&#039;acqua è un bene tendenzialmente scarso (e ancor più l&#039;acqua potabile) è impossibile che non abbia valore economico. Insomma c&#039;era nei quesiti una bella carica di demagogia. L&#039;ipotesi più benevola è che il significato politico antigovernativo dell&#039;alta partecipazione e dell&#039;entità del si, sia stato prevalente. Il si al quesito sul legittimo impedimento è stato superiore a quello del nucleare. E solo questo giustifica la scelta del PD di partecipare e indicare il si.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Analisi incompleta, a mio giudizio. Occorre aggiungere che le spinte populistiche, ma anche mistificanti erano presenti nei promotori dei referendum sull&#8217;acqua. L&#8217;art. 23 della legge Ronchi non si riferiva solo all&#8217;acqua ma a tutti i servizi pubblici locali. Inoltre occorre fare opera di verità: se l&#8217;acqua è un bene tendenzialmente scarso (e ancor più l&#8217;acqua potabile) è impossibile che non abbia valore economico. Insomma c&#8217;era nei quesiti una bella carica di demagogia. L&#8217;ipotesi più benevola è che il significato politico antigovernativo dell&#8217;alta partecipazione e dell&#8217;entità del si, sia stato prevalente. Il si al quesito sul legittimo impedimento è stato superiore a quello del nucleare. E solo questo giustifica la scelta del PD di partecipare e indicare il si.</p>
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		<title>Commenti su I referendum dei disobbedienti di riccardo clerici</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/07/03/i-referendum-dei-disobbedienti/comment-page-1/#comment-119</link>
		<dc:creator>riccardo clerici</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 07:22:01 +0000</pubDate>
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		<description>Disanima coerente. Il finale ripreso da Emilio Russo spinge subito il Pd ad una scelta, come dici tu. 
Il vento, cambiato o no, ha fatto una scelta ai referendum: L&#039;acqua è un bene di tutti e senza valore economico. Il Pd ha fatto precedentemnte una proposta di legge ora ripresa dalla Lanzillotta (così mi risulta). Non importa più se la legge fosse buona o meno in qunato occorre difendere il principio che il voto popolare sia superiore a qualsiasi proposta precedente. Il Pd deve erigersi a difensore di questo anche in contrasto con la propria proposta. Se lo farà, il vento potrà dirsi cambiato. In caso contrario, il vento sarà lo stesso di questi ultimi anni: umidiccio e appiccitaticcio.
Riccardo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Disanima coerente. Il finale ripreso da Emilio Russo spinge subito il Pd ad una scelta, come dici tu.<br />
Il vento, cambiato o no, ha fatto una scelta ai referendum: L&#8217;acqua è un bene di tutti e senza valore economico. Il Pd ha fatto precedentemnte una proposta di legge ora ripresa dalla Lanzillotta (così mi risulta). Non importa più se la legge fosse buona o meno in qunato occorre difendere il principio che il voto popolare sia superiore a qualsiasi proposta precedente. Il Pd deve erigersi a difensore di questo anche in contrasto con la propria proposta. Se lo farà, il vento potrà dirsi cambiato. In caso contrario, il vento sarà lo stesso di questi ultimi anni: umidiccio e appiccitaticcio.<br />
Riccardo</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Ma Milano merita di più di Luciano Fasano</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/05/13/ma-milano-merita-di-piu/comment-page-1/#comment-75</link>
		<dc:creator>Luciano Fasano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 16:22:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapolitica.org/?p=683#comment-75</guid>
		<description>Non facciamo gli amici del giaguaro, caro Giovanni. Tant&#039;è che sosteniamo che &quot;l&#039;elettorato milanese dovrebbe comunque provare ad investire su un’alternativa a quel centrodestra di stretta osservanza berlusconiana che in quasi venti anni di governo del capoluogo lombardo non lasciato alcuna impronta significativa sulla città. E pensiamo che oggi questa alternativa possa essere rappresentata dal centrosinistra e da Giuliano Pisapia, perché tra i due principali sfidanti di Letizia Moratti questo è senza dubbio il candidato che esprime un profilo alternativo più chiaro&quot;.
Il punto è che Milano, una volta capitale morale del paese, è costretta (anche per responsabilità che riguardano la cosiddetta società civile milanese) ad assistere inerme anche alla degenerazione polemica degli ultimi due giorni, compresa l&#039;aggressione della Moratti.
Forse oggi, invece di metterci a gareggiare sulle persone che hanno avuto per amici dei terroristi, che con buona pace della Moratti non mancano neppure nelle fila di Berlusconi (che dire di Giuliano Ferrara? e di Paolo Liguori? e vogliamo proseguire?), dovremmo parlare di più di Milano, del suo rapporto con il resto del nord del paese, delle sue sinergie con il resto della Lombardia, delle sue vocazioni professionali ed economiche, degli asset strategici sui quali la città può puntare per il suo futuro, di EXPO 2015, che per come stanno le cose sembra morta prima di avere inizio (le risorse dove sono?).
Sono questi i motivi per cui Milano merita di più. E sono gli stessi motivi per cui oggi Milano è una città malata. Anzitutto perché dopo venti anni di berlusconismo questa città si risveglia con più problemi di quelli che l&#039;assillavano all&#039;epoca delle ultime giunte rosse della Prima repubblica. Ed in larga parte, di questa cosa, è responsabile proprio la comunità milanese. Da una parte per aver subito acriticamente l&#039;attrazione di Berlusconi e del suo governo del fare. Dall&#039;altra parte per non aver saputo fare altro che autocompiacersi in una critica moralistica al berlusconismo, che se da un lato bastava a sentirsi con la coscienza a posto, dall&#039;altra non forniva alcun contributo reale alla rinascita della città. La grave e premeditata aggressione personale perpetrata dalla Moratti ai danni di Pisapia non basta a nascondere tutto questo. E noi per primi dobbiamo esserne consapevoli. Dinnanzi al declino del paese, non è sufficiente compiacerci della nostra superiorità morale, trovando nei loro comportamenti le ragioni di tale superiorità, ma dobbiamo iniziare a dire e fare qualcosa di più serio per intravedere la luce. E certamente la luce non la potremmo intravedere semplicemente per la nostra superiorità morale. Questa tornata amministrativa poteva in tal senso rappresentare una prima occasione. Purtroppo si è trattato di un&#039;occasione sprecata: il faccia-a-faccia Moratti vs. Pisapia ne è stata la dimostrazione più evidente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non facciamo gli amici del giaguaro, caro Giovanni. Tant&#8217;è che sosteniamo che &#8220;l&#8217;elettorato milanese dovrebbe comunque provare ad investire su un’alternativa a quel centrodestra di stretta osservanza berlusconiana che in quasi venti anni di governo del capoluogo lombardo non lasciato alcuna impronta significativa sulla città. E pensiamo che oggi questa alternativa possa essere rappresentata dal centrosinistra e da Giuliano Pisapia, perché tra i due principali sfidanti di Letizia Moratti questo è senza dubbio il candidato che esprime un profilo alternativo più chiaro&#8221;.<br />
Il punto è che Milano, una volta capitale morale del paese, è costretta (anche per responsabilità che riguardano la cosiddetta società civile milanese) ad assistere inerme anche alla degenerazione polemica degli ultimi due giorni, compresa l&#8217;aggressione della Moratti.<br />
Forse oggi, invece di metterci a gareggiare sulle persone che hanno avuto per amici dei terroristi, che con buona pace della Moratti non mancano neppure nelle fila di Berlusconi (che dire di Giuliano Ferrara? e di Paolo Liguori? e vogliamo proseguire?), dovremmo parlare di più di Milano, del suo rapporto con il resto del nord del paese, delle sue sinergie con il resto della Lombardia, delle sue vocazioni professionali ed economiche, degli asset strategici sui quali la città può puntare per il suo futuro, di EXPO 2015, che per come stanno le cose sembra morta prima di avere inizio (le risorse dove sono?).<br />
Sono questi i motivi per cui Milano merita di più. E sono gli stessi motivi per cui oggi Milano è una città malata. Anzitutto perché dopo venti anni di berlusconismo questa città si risveglia con più problemi di quelli che l&#8217;assillavano all&#8217;epoca delle ultime giunte rosse della Prima repubblica. Ed in larga parte, di questa cosa, è responsabile proprio la comunità milanese. Da una parte per aver subito acriticamente l&#8217;attrazione di Berlusconi e del suo governo del fare. Dall&#8217;altra parte per non aver saputo fare altro che autocompiacersi in una critica moralistica al berlusconismo, che se da un lato bastava a sentirsi con la coscienza a posto, dall&#8217;altra non forniva alcun contributo reale alla rinascita della città. La grave e premeditata aggressione personale perpetrata dalla Moratti ai danni di Pisapia non basta a nascondere tutto questo. E noi per primi dobbiamo esserne consapevoli. Dinnanzi al declino del paese, non è sufficiente compiacerci della nostra superiorità morale, trovando nei loro comportamenti le ragioni di tale superiorità, ma dobbiamo iniziare a dire e fare qualcosa di più serio per intravedere la luce. E certamente la luce non la potremmo intravedere semplicemente per la nostra superiorità morale. Questa tornata amministrativa poteva in tal senso rappresentare una prima occasione. Purtroppo si è trattato di un&#8217;occasione sprecata: il faccia-a-faccia Moratti vs. Pisapia ne è stata la dimostrazione più evidente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ma Milano merita di più di giovanni</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/05/13/ma-milano-merita-di-piu/comment-page-1/#comment-74</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2011 08:16:50 +0000</pubDate>
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		<description>ma insomma, cosa fate, gli amici del giaguaro? anche dopo l&#039;aggressione della moratti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma insomma, cosa fate, gli amici del giaguaro? anche dopo l&#8217;aggressione della moratti?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La “seconda Regione” e la cultura istituzionale del centrosinistra di Mou</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/03/05/la-%e2%80%9cseconda-regione%e2%80%9d-e-la-cultura-istituzionale-del-centrosinistra/comment-page-1/#comment-32</link>
		<dc:creator>Mou</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 19:41:23 +0000</pubDate>
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		<description>Ringrazio per i rilievi. Conservo però la convinzione che l&#039;equlibrio dei poteri presente in Regione sia tutt&#039;altro che soddisfacente. Cordialità. ER</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio per i rilievi. Conservo però la convinzione che l&#8217;equlibrio dei poteri presente in Regione sia tutt&#8217;altro che soddisfacente. Cordialità. ER</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La “seconda Regione” e la cultura istituzionale del centrosinistra di Francesco Gatti</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/03/05/la-%e2%80%9cseconda-regione%e2%80%9d-e-la-cultura-istituzionale-del-centrosinistra/comment-page-1/#comment-31</link>
		<dc:creator>Francesco Gatti</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 11:49:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapolitica.org/?p=620#comment-31</guid>
		<description>Ho letto il libro di Giuseppe Adamoli. 
Una pubblicazione degna di nota, con spunti molto interessanti sulla vicenda politica lombarda. 

Sulle storture non mi pare le mandi a dire. 
Da parte mia non ho avuto l&#039;impressione che l&#039;autore fosse un proporzionalista nostalgico.
Il presidenzialismo è stato votato da tutti, a parte qualcuno (se non ricordo male un consigliere della sinistra radicale e qualche caso sparso) e questo è un segnale importante delle intenzioni.

Fatta una scelta di questo tipo (il cittadino, in genere, l&#039;apprezza: è abituato al Sindaco) si sa che i contrappesi devono essere adeguati. 
Mi pare che lo Statuto Regionale vada in questa direzione.

Per concludere, il libro mi pare faccia trasparire una necessaria ridefinizione dei poteri legislativo ed esecutivo nella direzione da lei indicata. Che tutti auspichiamo per un sempre miglior funzionamento delle istituzioni nell&#039;interesse di tutti i cittadini.

Ringrazio per lo spazio concessomi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto il libro di Giuseppe Adamoli.<br />
Una pubblicazione degna di nota, con spunti molto interessanti sulla vicenda politica lombarda. </p>
<p>Sulle storture non mi pare le mandi a dire.<br />
Da parte mia non ho avuto l&#8217;impressione che l&#8217;autore fosse un proporzionalista nostalgico.<br />
Il presidenzialismo è stato votato da tutti, a parte qualcuno (se non ricordo male un consigliere della sinistra radicale e qualche caso sparso) e questo è un segnale importante delle intenzioni.</p>
<p>Fatta una scelta di questo tipo (il cittadino, in genere, l&#8217;apprezza: è abituato al Sindaco) si sa che i contrappesi devono essere adeguati.<br />
Mi pare che lo Statuto Regionale vada in questa direzione.</p>
<p>Per concludere, il libro mi pare faccia trasparire una necessaria ridefinizione dei poteri legislativo ed esecutivo nella direzione da lei indicata. Che tutti auspichiamo per un sempre miglior funzionamento delle istituzioni nell&#8217;interesse di tutti i cittadini.</p>
<p>Ringrazio per lo spazio concessomi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L’acqua, gestione pubblica o privata? What next? di Maurizio Mottini</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/03/05/lacqua-h2o/comment-page-1/#comment-30</link>
		<dc:creator>Maurizio Mottini</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 22:06:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapolitica.org/?p=622#comment-30</guid>
		<description>A me pare che su questa questione ci sia molta confusione. Se l&#039;acqua è un bene essenziale ma tendenzialmente scarso necessariamente divine un bene economico.
I
La corretta soluzione sia per una tariffazione corretta sia per le risorse necessarie per investimenti, è quella del corrispettivo di concessione per il prelievo sia dsl sottosuolo che dai corsi d&#039;acqua montani. Insomma superare i corrispettivi risibili di quelli delle acque in bottiglia di plastica, ma far pagare anche agli acquedotti il corrispettivo per il prelievo. In questa maniera l&#039;autorità nazionale avrà la possibilità di definire tariffe che tengano conto in tutta italia dei bisogni di acqua primari di tutti i cittadini, ma nel contempo avrà le risorse per le politiche di investimento necessarie in modo disomogeneo sul territorio nazionale. La questione della gestione privata o pubblica degli acquedotti diventa meno importante e può essere gestita senza pesi ideologici eccessivi.
Resta naturalmente il tema dell&#039;acqua per l&#039;agricoltura, che diverrà serio se la scarsità aumenterà. Farla pagare a chi la usa? Probabilmente si.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me pare che su questa questione ci sia molta confusione. Se l&#8217;acqua è un bene essenziale ma tendenzialmente scarso necessariamente divine un bene economico.<br />
I<br />
La corretta soluzione sia per una tariffazione corretta sia per le risorse necessarie per investimenti, è quella del corrispettivo di concessione per il prelievo sia dsl sottosuolo che dai corsi d&#8217;acqua montani. Insomma superare i corrispettivi risibili di quelli delle acque in bottiglia di plastica, ma far pagare anche agli acquedotti il corrispettivo per il prelievo. In questa maniera l&#8217;autorità nazionale avrà la possibilità di definire tariffe che tengano conto in tutta italia dei bisogni di acqua primari di tutti i cittadini, ma nel contempo avrà le risorse per le politiche di investimento necessarie in modo disomogeneo sul territorio nazionale. La questione della gestione privata o pubblica degli acquedotti diventa meno importante e può essere gestita senza pesi ideologici eccessivi.<br />
Resta naturalmente il tema dell&#8217;acqua per l&#8217;agricoltura, che diverrà serio se la scarsità aumenterà. Farla pagare a chi la usa? Probabilmente si.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L’acqua, gestione pubblica o privata? What next? di Alberto Terzi</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/03/05/lacqua-h2o/comment-page-1/#comment-29</link>
		<dc:creator>Alberto Terzi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 20:26:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapolitica.org/?p=622#comment-29</guid>
		<description>E&#039; ormai chiaro che la contrapposizione tra pubblico e privato non ha senso, eppure la trappola funziona ancora alla grande. E&#039; la condivisione del concetto e della pratica di bene comune che non può essere circoscritta agli enti pubblici. E&#039; il potere di controllo effettivo che deve essere esercitato dagli enti pubblici e controllato dai cittadini che va assolutamente incentivato.
Ma occorre anche entrare nel merito del tema della qualità dell&#039;acqua, troppo spesso sottovalutato.
La maggior parte delle acque che escono dai rubinetti vanno veramente controllate e migliorate ulteriormente, perchè contengono ancora elementi che non consentono di considerare l&#039;acqua come fonte di purezza e di salute. La trasparenza dell&#039;acqua non è indice di qualità, ma la trasparenza sul tema della qualità dell&#039;acqua è tuttora un obiettivo da raggiungere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ormai chiaro che la contrapposizione tra pubblico e privato non ha senso, eppure la trappola funziona ancora alla grande. E&#8217; la condivisione del concetto e della pratica di bene comune che non può essere circoscritta agli enti pubblici. E&#8217; il potere di controllo effettivo che deve essere esercitato dagli enti pubblici e controllato dai cittadini che va assolutamente incentivato.<br />
Ma occorre anche entrare nel merito del tema della qualità dell&#8217;acqua, troppo spesso sottovalutato.<br />
La maggior parte delle acque che escono dai rubinetti vanno veramente controllate e migliorate ulteriormente, perchè contengono ancora elementi che non consentono di considerare l&#8217;acqua come fonte di purezza e di salute. La trasparenza dell&#8217;acqua non è indice di qualità, ma la trasparenza sul tema della qualità dell&#8217;acqua è tuttora un obiettivo da raggiungere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Editoriale di Mou</title>
		<link>http://www.culturapolitica.org/2011/01/17/editoriale-4/comment-page-1/#comment-28</link>
		<dc:creator>Mou</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 18:19:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.culturapolitica.org/?p=570#comment-28</guid>
		<description>Ciao, Nicola, da dove telefoni? Credo che il tuo problema sia quello di vedere il mondo in bianco e nero. Ma così perderete sempre!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, Nicola, da dove telefoni? Credo che il tuo problema sia quello di vedere il mondo in bianco e nero. Ma così perderete sempre!</p>
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	</item>
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